fai finta che è normale non riuscire a stare più con me.
se n’è andato ieri sera. ha detto che non ce la faceva più a fingere. che si è innamorato di un’altra. e adesso, è alla fabbrica del padre di lei, col padre di lei, un gran signore, a restituire le chiavi delle automobili, del garage delle stesse, della casa coniugale, di quella delle vacanze. ma lei s’è dimenticata di fargli restituire il computer. il computer che è collegato in rete, con quello dell’azienda. e allora ha tutti i conti correnti e sa tutto, di tutte le attività. e dovrà mettere in vendita il suo pacchetto azionario. sai, dopo 20 anni, a certe cose non fai più caso.
lei lo ha mollato due giorni fa. e adesso piange. non perché si sono lasciati, ma per tutto quello che lui le ricorda adesso, adesso che sa che non lo vedrà più com’era. non com’è. com’era allora. innamorato, con gli occhi dolcissimi, solo per lei. con la voce dolce e profonda e calma. tutta per lei. com’era e non com’è. e allora piange e si dispera.
lui i preti non li carica. e nemmeno le suore. ci ha messo anni, anni, a dimenticare l’odore delle suore e dei preti. perché una suora lo ha usato, quando lui aveva 18 anni. e lo ha tenuto fermo, in ospedale militare, per mesi, senza eprmesso. e anche adesso che è sposato, e ha 2 bambini, lui le suore e i preti non li carica. e non importa quanti rapporti si becca. lui non li carica.
a roma, in un giorno qualsiasi, ti siedi a un bar, e ascolti. e ti capita di tutto. ogni ora, ogni momento, sulla piazza qualcuno si bacia e qualcuno di lascia, in egual misura. qualcuno si trova,e qualcuno si perde. qualcuno vive e altri muoiono. è che non te ne accorgi, non ci fai caso, non li senti, e non li vuoi sentire. finché non tocca a te.




